Autopubblicazione

Amazon KDP e l'obbligo di dichiarare i contenuti AI

Amazon KDP e l'obbligo di dichiarare i contenuti AI
Team GrinTale · Pubblicato il 31/07/2026 · 7 min di lettura

Se ti autopubblichi su Amazon KDP e usi l'intelligenza artificiale in qualche fase del tuo libro, da settembre 2023 hai un obbligo preciso: dichiararlo. Non a tutti, non pubblicamente: solo ad Amazon, tramite una casella nel processo di pubblicazione. Ma la distinzione tra cosa va dichiarato e cosa no è meno ovvia di quanto sembri, e dal 2025 l'enforcement è diventato molto più severo di quanto lo fosse all'inizio.

Se hai usato l'AI per un brainstorming, un riassunto, un controllo grammaticale, probabilmente non devi dichiarare nulla. Se l'AI ha generato il testo di un capitolo, anche se poi lo hai riscritto pesantemente, probabilmente sì. La differenza sta tutta in un dettaglio che moltissimi autori continuano a sbagliare.

Cosa dice davvero la policy KDP?

La regola centrale distingue tra due categorie, e la differenza determina se devi spuntare la casella oppure no.

Contenuto AI-generated (da dichiarare). È il testo, le immagini o le traduzioni che un tool AI ha prodotto a partire da un tuo prompt. Conta come AI-generated anche se dopo lo hai modificato in modo sostanziale: il criterio non è quanto hai editato dopo, è chi ha creato la prima versione (KDP Builder).

Contenuto AI-assisted (non da dichiarare). È il testo che hai scritto tu, in cui l'AI ha avuto un ruolo di supporto: hai chiesto un brainstorming di idee, una scaletta, un controllo grammaticale, un suggerimento di editing su un testo già tuo. Se il contenuto finale è farina del tuo sacco e l'AI ha solo aiutato a rifinirlo, non scatta l'obbligo (Amazon Sellers Attorney).

La casella si trova nella scheda "Dettagli del titolo" (Title Details) del flusso di pubblicazione, nella sezione dedicata ai contenuti AI, e compare sia per i titoli nuovi sia quando modifichi un titolo già pubblicato. Il testo, secondo più guide indipendenti che riportano la stessa formulazione, recita più o meno così: "Questo titolo contiene contenuti generati dall'AI. Questo include testo (per esempio capitoli, sezioni), immagini (per esempio illustrazioni, copertina) o traduzioni prodotte con strumenti AI."

Se ti stai chiedendo dove passa esattamente il confine tra un aiuto legittimo dell'AI e un contenuto che l'AI ha effettivamente creato al posto tuo, è la stessa domanda al centro di Intelligenza Artificiale per Scrivere un Romanzo: Dove Aiuta (e Dove No), un altro articolo del nostro blog.

Perché Amazon ha introdotto questa regola

La policy non è nata da un'iniziativa spontanea di Amazon, ma da mesi di trattative con The Authors Guild, l'associazione di categoria più influente degli scrittori americani. Quando la policy è stata annunciata, l'associazione l'ha definita "un primo passo benvenuto", spiegando che serviva a proteggere i lettori dall'acquistare inconsapevolmente testi generati dall'AI e a proteggere gli autori umani dall'essere sommersi da un'ondata di libri a basso costo prodotti in serie (The Authors Guild).

Non è un caso isolato: lo stesso anno in cui la policy è nata, si è discusso pubblicamente di un'ondata di ebook di bassa qualità, generati in serie e caricati a ritmi impossibili per un autore umano, che stava iniziando a intasare alcune categorie del catalogo Kindle (GeekWire).

Cosa succede se non dichiari?

Qui la situazione è cambiata parecchio tra il 2023 e oggi. Nella prima fase, la policy era poco più che una richiesta di buona fede. Nel 2025 e 2026 l'enforcement si è irrigidito in modo sostanziale: i sistemi di Amazon analizzano lo stile di scrittura, i metadati e la velocità di caricamento per individuare libri AI non dichiarati, con revisione umana sui titoli segnalati. Il percorso di escalation descritto in modo coerente da più guide di settore è: una prima notifica che chiede di aggiornare la dichiarazione, la sospensione del titolo durante la revisione, la rimozione permanente in caso di violazione confermata, un segnale sull'account che resta visibile per le pubblicazioni future e, nei casi ripetuti o gravi, la sospensione dell'intero account (KDP Builder).

Un dettaglio che sorprende molti autori con un catalogo già pubblicato: la revisione non riguarda solo i titoli nuovi. Amazon ha iniziato a controllare anche i libri pubblicati prima che la dichiarazione diventasse obbligatoria, segnalando quelli che sembrano generati dall'AI anche se erano usciti anni fa (KDP Builder). Se hai una backlist, non è un problema che riguarda solo le nuove uscite.

In parallelo, per contrastare le operazioni di pubblicazione massiva che caricavano decine di titoli al giorno, Amazon ha introdotto un limite di 3 nuovi titoli al giorno per account, indipendentemente dal fatto che contengano AI o meno: una misura pensata per rallentare chi produce libri in serie, non chi pubblica con i tempi normali di un autore (KDP Builder).

Non dichiarare un contenuto che avrebbe dovuto esserlo è una violazione dei termini di servizio anche se il contenuto in sé sarebbe stato ammesso con la dichiarazione corretta. In altre parole, l'AI non è vietata: è vietato nasconderla.

Un'ultima precisazione di scope: questa policy riguarda i libri (ebook e cartaceo) pubblicati su KDP. Gli audiolibri distribuiti tramite ACX seguono linee guida proprie, distinte da quelle qui descritte.

La dichiarazione è visibile ai lettori?

No, non nella pagina prodotto. Amazon ha dichiarato che l'informazione è interna, usata per le proprie decisioni editoriali e di policy, e non compare come etichetta pubblica sulla scheda del libro, né come badge visibile ai lettori. Amazon ha anche precisato che la dichiarazione, di per sé, non influisce su royalty o posizionamento nelle ricerche: il tuo libro compete con gli stessi criteri di sempre, qualità, recensioni e rilevanza (KDP Builder).

The Authors Guild considera questo un limite della policy attuale, non un suo pregio: l'associazione continua a chiedere che l'informazione diventi visibile anche ai lettori, così da poter scegliere consapevolmente, non solo ad Amazon per uso interno. Per ora, Amazon non ha accettato questa richiesta.

Cosa significa in pratica, se ti autopubblichi

Qualche indicazione concreta per orientarti senza dover rileggere ogni volta la policy completa:

Vale anche la pena tenere traccia del proprio processo di scrittura, anche solo salvando le versioni intermedie del manoscritto: non solo per la dichiarazione KDP, ma perché lo stesso tipo di documentazione è quello che serve per stabilire chi possiede davvero i diritti su un testo scritto con l'aiuto dell'AI, un tema che abbiamo approfondito a parte in A chi appartengono i contenuti generati dall'AI?.

Le domande più frequenti

Se uso l'AI solo per controllare la grammatica, devo dichiararlo?

No. È un uso classificato come AI-assisted: il testo resta tuo, l'AI ha solo verificato o corretto quello che avevi già scritto.

La dichiarazione compare sulla pagina del mio libro, visibile ai lettori?

No. Amazon la usa internamente per le proprie decisioni di policy, non la mostra sulla scheda prodotto. The Authors Guild continua a chiedere che diventi visibile anche ai lettori, ma per ora non lo è.

Il limite di 3 titoli al giorno riguarda anche chi non usa l'AI?

Sì, è un limite generale sull'account, introdotto per rallentare la pubblicazione massiva, non è collegato alla dichiarazione AI in sé. Per un autore che pubblica con i tempi normali di scrittura ed editing, in pratica non è mai un problema.

Cosa succede se dichiaro un contenuto come AI-generated per eccesso di prudenza, ma in realtà l'ho scritto io?

Amazon ha dichiarato che la dichiarazione non influisce su royalty o posizionamento, quindi dichiarare per prudenza, quando in dubbio, non comporta uno svantaggio concreto. È l'opzione più sicura quando non sei certo di come classificare un contenuto.


Autopubblicazione

Pronto a scrivere il tuo prossimo capolavoro?

15 giorni gratis, nessuna carta richiesta.

€79 €128 −63%
Provalo subito(free)
Seguici

ci trovi qui

Storie di scrittura, ogni giorno.