Come inviare un manoscritto a una casa editrice
Hai finito il romanzo e ora devi capire come farlo arrivare a un editore. La procedura in Italia è più codificata di quanto sembri: quasi tutte le case editrici indicano sul proprio sito cosa vogliono ricevere, in che formato e in quale periodo dell'anno. Il problema non è trovare l'indirizzo giusto, è mandare un pacchetto che rispetti quelle indicazioni alla lettera.
In breve
Si invia sempre per via digitale, quasi sempre tramite un modulo sul sito dell'editore. La spedizione cartacea non viene più accettata (Edizioni E/O, Fazi Editore).
Il pacchetto tipico contiene lettera di presentazione, sinossi, biografia dell'autore e un estratto di 30 cartelle o 30 pagine.
I formati accettati sono PDF e Word. Altri formati vengono scartati senza essere aperti (Edizioni E/O).
Molti editori aprono la ricezione solo in finestre precise: Edizioni E/O legge le proposte inviate a ottobre, Fazi quelle ricevute a gennaio, febbraio, luglio e agosto.
I tempi di risposta dichiarati arrivano fino a sei mesi, e il silenzio vale come rifiuto (Edizioni E/O, Fazi Editore).
Nessun editore serio chiede soldi all'autore per pubblicare.
Come si invia un manoscritto a una casa editrice?
Si invia in formato digitale, attraverso il modulo che la casa editrice pubblica sul proprio sito nella sezione dedicata alle proposte editoriali. Non si spedisce per posta, non si allega a una email generica, non si consegna a mano in fiera.
Questo è il punto da cui parte tutto il resto, perché la pagina di quel modulo contiene anche l'elenco esatto di cosa allegare. Due editori diversi chiedono cose diverse. Edizioni E/O vuole una sinossi entro 2000 caratteri, un estratto di massimo 30 cartelle e cinque righe di motivazione sul perché proprio quel catalogo (Edizioni E/O, Invio di proposte editoriali). Fazi Editore chiede una breve presentazione dell'autore, la sinossi e le prime 30 pagine (Fazi Editore, Pubblica con noi).
Sembra una differenza minima. Per chi legge le proposte non lo è. Mandare 80 pagine a chi ne ha chieste 30 comunica una cosa sola: non hai letto le istruzioni. La conseguenza pratica è che il file non viene aperto.
Cosa si allega a una proposta editoriale?
Quattro elementi, quasi sempre gli stessi.
Lettera di presentazione: chi sei, cosa hai scritto, perché lo proponi a quella casa editrice in particolare. Poche righe, niente retorica. Alcuni editori la chiedono esplicitamente come testo a parte di massimo cinque righe.
Sinossi: il riassunto completo della trama, finale compreso. Non è il testo di quarta di copertina e non deve creare suspense: serve a far capire come si sviluppa e come si chiude la storia. Se non l'hai mai scritta, vedi come scrivere la sinossi di un romanzo.
Biografia dell'autore: mezza pagina. Pubblicazioni precedenti, premi, formazione, se ci sono. Se non ci sono, si scrive comunque qualcosa di breve e onesto senza riempire con dettagli irrilevanti.
Estratto del manoscritto: la parte iniziale, nella misura richiesta dall'editore. Edizioni E/O specifica che l'estratto non deve essere per forza l'inizio del libro, ma è l'eccezione: nel dubbio si mandano le prime pagine.
Il manoscritto completo quasi mai si allega al primo invio. Lo chiede l'editore, se l'estratto ha funzionato.
Il formato standard del manoscritto
Il riferimento è la cartella editoriale: 1800 battute spazi inclusi, cioè 30 righe da 60 caratteri, l'eredità della macchina da scrivere diventata unità di misura del settore (Parole in Linea, Differenza tra battuta e carattere). Per sapere quante cartelle hai, apri il conteggio caratteri del tuo programma di scrittura, prendi il totale dei caratteri spazi inclusi e dividi per 1800.
Sulle impostazioni del testo la convenzione più diffusa resta Times New Roman corpo 12, testo giustificato (Parole in Linea). Aggiungi numerazione delle pagine e un'intestazione con titolo e cognome, così se qualcuno stampa il file le pagine restano identificabili.
Sul formato del file non c'è margine di interpretazione: PDF o Word. Edizioni E/O scrive esplicitamente che gli altri formati vengono rifiutati. Niente ODT, niente Pages, niente link a cartelle condivise.
Una regola non scritta che vale più di tutte le altre: il testo che mandi deve essere già riletto e corretto. L'editore non legge un manoscritto immaginando come sarà dopo l'editing.
A quali case editrici conviene mandare il manoscritto?
A quelle che pubblicano libri come il tuo. È ovvio a dirsi e viene ignorato di continuo.
Edizioni E/O, per esempio, pubblica soprattutto narrativa straniera e dichiara di non pubblicare, salvo eccezioni, racconti, poesia, saggi, libri per bambini e illustrati. Mandare una raccolta di racconti a chi scrive nero su bianco che non ne pubblica significa bruciare l'unica occasione di quell'anno.
Il modo concreto di scegliere è guardare il catalogo degli ultimi due o tre anni e cercare due o tre titoli confrontabili al tuo per genere, tono e lunghezza. Se non li trovi, quella non è la casa editrice giusta, per quanto ti piacciano i libri che fa. Se li trovi, hai anche il contenuto della lettera di presentazione: puoi dire con precisione perché il tuo libro sta in quel catalogo.
Vale la pena includere anche editori medi e piccoli, che leggono le proposte con più attenzione proprio perché ne ricevono meno.
Quando si possono inviare i manoscritti?
Dipende dall'editore, e questa è la variabile che sorprende di più chi si affaccia la prima volta.
Diverse case editrici tengono la ricezione chiusa quasi tutto l'anno e la aprono in finestre precise. Fazi Editore prende in considerazione soltanto i manoscritti ricevuti a gennaio, febbraio, luglio e agosto: al momento la ricezione è sospesa e riprende a gennaio 2027. Edizioni E/O accetta proposte solo nel mese di ottobre, con scadenza a mezzanotte dell'ultimo giorno del mese, e il periodo utile indicato sulla sua pagina è ottobre 2026.
Queste date cambiano di anno in anno, quindi vanno sempre verificate sulla pagina dell'editore prima di preparare il pacchetto.
Fuori da quelle date il materiale non viene valutato, anche se il modulo tecnicamente accetta l'invio. Prima di preparare il pacchetto, quindi, conviene costruirsi un calendario delle finestre degli editori a cui punti: cambia l'ordine con cui li contatti e ti evita mesi di attesa inutile.
Quanto tempo ci mette una casa editrice a rispondere?
Fino a sei mesi, ed è il termine che dichiarano entrambi gli editori citati qui. Fazi scrive che i manoscritti di suo interesse riceveranno risposta entro sei mesi dall'invio. Edizioni E/O è ancora più esplicita: risponde solo ai progetti interessanti e, passati sei mesi senza notizie, la proposta va considerata respinta.
È il punto che genera più ansia e va interiorizzato subito: il silenzio è una risposta. Non è maleducazione, è la conseguenza aritmetica di ricevere migliaia di proposte con redazioni di poche persone.
Nel frattempo si può inviare ad altri editori. L'invio multiplo è prassi accettata, salvo diversa indicazione esplicita. Quello che non si fa è mandare allo stesso editore la stessa opera più volte in versioni diverse, cosa che Edizioni E/O vieta per iscritto.
Serve un agente letterario?
Non è obbligatorio, ma cambia le probabilità. L'agente conosce le linee editoriali, sa a chi proporre un testo e arriva alla redazione da un canale diverso da quello delle proposte spontanee.
Il punto è che l'agente va conquistato esattamente come l'editore, con lo stesso pacchetto e con la stessa selezione severa. Per un esordiente ha senso procedere su entrambi i fronti invece di attendere che uno sblocchi l'altro.
Un agente serio guadagna una percentuale sui contratti che ti fa firmare, di norma tra il 10 e il 15 per cento. Se ti chiede un compenso anticipato per leggere il manoscritto, vale la stessa regola del paragrafo che segue.
Come si riconosce un editore a pagamento?

Dal fatto che i soldi si muovono nella direzione sbagliata. Un editore a pagamento, o vanity press, chiede all'autore un contributo economico per pubblicare. Spesso è mascherato: acquisto obbligatorio di un certo numero di copie, oppure partecipazione alle spese di stampa ed editing (Editoria a pagamento, Wikipedia).
I segnali ricorrenti sono facili da riconoscere una volta che sai cosa cercare:
Risposta entusiasta in tempi brevissimi, a volte pochi giorni, senza alcun rilievo sul testo. Chi valuta davvero impiega mesi e ha qualcosa da dire sul manoscritto.
Richiesta di denaro in qualunque forma: contributo, acquisto di copie, pacchetto promozionale, quota di partecipazione.
Promesse di promozione e distribuzione molto dettagliate (presentazioni, fiere, eventi) che nel contratto poi non compaiono o non sono vincolanti.
Nessuna selezione reale: se chiunque invii riceve la stessa proposta di pubblicazione, non c'è valutazione editoriale.
La distinzione non è morale ma contrattuale: l'editore tradizionale investe sul libro e guadagna dalle vendite, la vanity press guadagna dall'autore e non ha ragioni economiche per vendere le copie. L'autopubblicazione è un'altra cosa ancora, ed è una scelta legittima: lì sai di pagare un servizio e mantieni il controllo sui diritti e sui margini.
Domande frequenti
Si può inviare lo stesso manoscritto a più case editrici insieme?
Sì, è prassi normale e nessuno se ne ha a male, salvo quando l'editore indica espressamente il contrario. Data l'attesa fino a sei mesi per ogni risposta, procedere in sequenza allungherebbe i tempi oltre ogni ragionevolezza.
Quante pagine del romanzo si mandano al primo invio?
Di solito 30 pagine o 30 cartelle, a seconda di come l'editore formula la richiesta. Il manoscritto completo si invia solo se viene richiesto dopo la lettura dell'estratto.
Bisogna registrare il copyright prima di inviare il manoscritto?
No. In Italia il diritto d'autore nasce con la creazione dell'opera, senza bisogno di depositi o registrazioni. Le case editrici non chiedono prove di paternità al momento della proposta.
Cosa si scrive nella lettera di presentazione?
Chi sei in due righe, cosa hai scritto in tre o quattro, e perché lo proponi proprio a quell'editore citando titoli concreti del suo catalogo. Niente giudizi sul valore del proprio libro e niente riassunti della trama, che stanno già nella sinossi.
Il manoscritto va inviato in PDF o in Word?
Entrambi vanno bene quando l'editore li accetta entrambi. Il PDF ha il vantaggio di mantenere l'impaginazione identica su qualunque computer, quindi nel dubbio è la scelta più sicura.
In sintesi
Inviare un manoscritto è una procedura, non un colpo di fortuna. Le tre cose che fanno la differenza sono banali e vengono sbagliate quasi sempre. Leggere le istruzioni della singola casa editrice e seguirle esattamente. Scegliere editori che pubblicano davvero libri come il tuo. Rispettare le finestre di invio.
Sul resto conviene mettersi l'animo in pace fin dall'inizio. I tempi sono lunghi, il silenzio è la risposta più frequente, e nessuna di queste due cose dice qualcosa sul valore di quello che hai scritto.
Per preparare il materiale prima dell'invio, vedi anche quante parole deve avere un romanzo e come organizzare un romanzo.
Fonti
Edizioni E/O, Invio di proposte editoriali, consultato 2026-09-16, https://www.edizionieo.it/invio-manoscritti
Fazi Editore, Pubblica con noi, consultato 2026-09-16, https://fazieditore.it/chi-siamo/pubblica-con-noi
Parole in Linea, Differenza tra battuta e carattere, parola e cartella editoriale standard, consultato 2026-09-16, https://www.paroleinlinea.com/blog/differenza-tra-battuta-e-carattere-parola-e-cartella-editoriale-standard/
Editoria a pagamento, Wikipedia, consultato 2026-09-16, https://it.wikipedia.org/wiki/Editoria_a_pagamento
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