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I migliori programmi per scrivere la tesi di laurea (2026)

I migliori programmi per scrivere la tesi di laurea (2026)
GrinTale · Pubblicato il 17/10/2026 · 12 min di lettura

Non esiste un programma migliore in assoluto per scrivere la tesi di laurea. Esiste quello giusto per il tuo tipo di tesi: una tesi di giurisprudenza con trecento note a piè di pagina, una tesi di ingegneria piena di formule e una tesi magistrale di storia da 200 pagine chiedono strumenti diversi. Questa guida confronta i sette strumenti più usati su quello che conta davvero, e alla fine ti dice quale combinazione scegliere per la tua facoltà.

In breve

  • Microsoft Word resta lo standard degli atenei italiani. Per molti studenti la versione web è gratuita con la mail universitaria (Microsoft).

  • LibreOffice Writer fa quasi tutto quello che fa Word, gratis e open source (LibreOffice).

  • Google Docs è comodo per lavorare con il relatore, ma le sue citazioni integrate supportano solo MLA, APA e Chicago autore data, con le voci generate in inglese (Google).

  • LaTeX con Overleaf è la scelta per le tesi con formule. Il piano gratuito permette un solo collaboratore per progetto (Overleaf).

  • Scrivener e GrinTale servono a costruire e organizzare una tesi lunga, non a impaginarla.

  • Zotero non scrive la tesi, ma gestisce la bibliografia dentro Word, LibreOffice e Google Docs, ed è gratuito (Zotero).

Cosa deve fare un programma per scrivere la tesi?

Prima di scegliere, conviene chiarire cosa ti serve. Una tesi non è un documento lungo qualunque: ha richieste precise che un editor di testo semplice non gestisce. Sono sette:

Nessuno strumento è il migliore su tutti e sette i punti. Per questo, nella pratica, chi scrive una buona tesi ne usa quasi sempre due: uno per scrivere e uno per la bibliografia.

Microsoft Word: perché è ancora lo standard?

Perché è il formato che il tuo relatore e la segreteria si aspettano di ricevere. Molti atenei mettono a disposizione il modello di frontespizio come file .docx, e molti relatori correggono la tesi con le revisioni di Word.

Word copre bene quasi tutti i requisiti: note a piè di pagina, indice automatico dagli stili di titolo, didascalie e un editor di equazioni. Ha anche uno strumento integrato per citazioni e bibliografia, nella scheda Riferimenti, che genera l'elenco delle fonti dallo stile scelto (Microsoft, Creare una bibliografia). Per una tesi triennale con poche decine di fonti può bastare. Per una tesi con molte fonti conviene affiancargli Zotero.

Quanto costa. Microsoft offre gratuitamente il piano Office 365 A1 a studenti e docenti di istituzioni idonee, con un indirizzo email universitario valido. Il piano include però le versioni web di Word, Excel e PowerPoint, non le app desktop complete (Microsoft Education). Molti atenei italiani forniscono comunque la licenza completa ai propri studenti: controlla sul portale servizi del tuo ateneo prima di comprare qualcosa.

Il limite vero. Word diventa lento e fragile su documenti molto lunghi con molte immagini, e un unico file da 150 pagine è difficile da riorganizzare. Spostare il paragrafo 3.2 nel capitolo 4 vuol dire tagliare e incollare, sperando che note e stili seguano.

LibreOffice Writer: l'alternativa gratuita funziona davvero?

Sì. LibreOffice è software libero e open source, gratuito (LibreOffice), e Writer fa per la tesi quasi tutto quello che fa Word: note a piè di pagina, indice automatico, stili, didascalie, formule con l'editor Math.

Il punto da tenere d'occhio è la compatibilità. Writer apre e salva file .docx, ma una tesi complessa passata più volte da Writer a Word può perdere qualcosa nella formattazione, soprattutto in stili e numerazioni. La regola pratica è scegliere un programma e restarci fino alla fine. Se il relatore lavora in Word, salva comunque in .docx e controlla il risultato in Word prima di ogni consegna.

È la scelta giusta se non hai accesso a una licenza Word o se lavori su Linux.

Google Docs: va bene per la tesi?

Va bene per scrivere e soprattutto per lavorare insieme al relatore, meno per la versione finale.

Il punto di forza è la collaborazione: condividi il documento, il relatore commenta direttamente sul testo, nessuno si scambia file con nomi come "tesi_def_v3_corretta". La cronologia delle versioni è completa e il salvataggio è continuo.

I limiti emergono con le fonti. Lo strumento citazioni integrato supporta tre stili: MLA, APA e Chicago autore data. E gli elementi che genera, come il titolo della bibliografia, compaiono solo in inglese (Google, Aggiungere citazioni). Per una tesi italiana in stile con note a piè di pagina, comune nelle facoltà umanistiche, non è sufficiente. La soluzione è Zotero, che ha un'integrazione anche per Google Docs.

L'altro limite è l'impaginazione finale: margini, frontespizio dell'ateneo e numerazione romana delle prime pagine si gestiscono meglio esportando in .docx e rifinendo in Word o in LibreOffice.

LaTeX e Overleaf: quando conviene?

Quando la tesi è piena di formule, o quando il tuo corso di laurea lo usa già. In matematica, fisica, ingegneria e informatica LaTeX è lo standard di fatto: le formule escono tipograficamente corrette, la bibliografia si gestisce con BibTeX o BibLaTeX, e la numerazione di capitoli, figure e riferimenti incrociati è sempre esatta. Il Gruppo Italiano Utilizzatori di TeX ha una guida dedicata proprio alla tesi di laurea (GuIT, Scrivere la tesi di laurea con LaTeX).

Il prezzo è la curva di apprendimento. LaTeX non si scrive come un testo normale: si scrivono comandi, e il documento finale si vede dopo la compilazione. Per chi non l'ha mai usato, imparare LaTeX durante la tesi è un lavoro in più.

Overleaf toglie la parte più faticosa, l'installazione, perché funziona nel browser. Il piano gratuito però ha limiti precisi: un solo collaboratore per progetto, cronologia delle versioni limitata alle ultime 24 ore e niente revisioni tracciate. Il piano Student costa 7,25 € al mese con fatturazione annuale, cioè 87 € l'anno (Overleaf, piani). Molte università hanno una licenza istituzionale: anche qui, controlla prima di pagare.

Se la tua tesi ha qualche formula ma è soprattutto testo, l'editor di equazioni di Word o di LibreOffice basta e risparmi settimane.

Scrivener: serve anche per una tesi?

Serve se la tesi è lunga e ti perdi nella sua struttura. Scrivener nasce per i romanzi, ma la sua logica funziona anche per una tesi: ogni paragrafo è un documento separato, organizzati in un albero che riordini trascinando, con note e sinossi accanto al testo. Ha anche le note a piè di pagina e si esporta in Word per l'impaginazione finale.

I contro sono il prezzo e il tempo. Scrivener si paga una volta per piattaforma, ha una licenza educational scontata riservata a studenti e docenti, e si può provare gratis per 30 giorni (Literature & Latte). Ha però molte funzioni, e imparare il sistema di esportazione per ottenere un .docx pulito richiede tempo. Per una triennale breve è uno strumento sproporzionato. Per una tesi magistrale o di dottorato può fare la differenza. Se ti interessa un confronto più ampio tra ambienti di scrittura per testi lunghi, trovi le alternative nelle migliori app per scrivere in italiano.

GrinTale: per cosa è utile in una tesi?

Una precisazione onesta prima di tutto: GrinTale non ha note a piè di pagina né un gestore della bibliografia, e non sostituisce Word per l'impaginazione finale. Frontespizio dell'ateneo, margini e numerazione si fanno lì.

GrinTale è utile nella fase che viene prima e che dura molto più a lungo: costruire la tesi e tenerla insieme per mesi. Funziona come un ambiente di lavoro intorno al testo, nel browser, in italiano.

Puoi provarlo gratis per 15 giorni, senza carta di credito. Per il metodo completo, dalla struttura all'indice, vedi la guida su come strutturare una tesi di laurea.

Zotero: perché serve qualunque programma tu scelga?

Perché la bibliografia è la parte della tesi che fa perdere più tempo, e nessun programma di scrittura la gestisce bene da solo.

Zotero è gratuito e open source, sviluppato da un'organizzazione non profit (Zotero). Salva le fonti mentre fai ricerca, anche con un clic dal browser, tiene insieme PDF e note, e inserisce citazioni e bibliografia nel documento con lo stile che ti serve, comprese le varianti con note a piè di pagina. Ha plugin per Microsoft Word, LibreOffice e Google Docs (Zotero, integrazione con i word processor). La sincronizzazione tra dispositivi è gratuita fino a 300 MB (Zotero Storage), che bastano per i riferimenti di una tesi intera. Per molti PDF allegati serve un piano a pagamento, oppure si tengono i file in locale.

Se lo cominci a usare dal primo giorno, a fine tesi la bibliografia è già fatta. Se lo cominci a usare a maggio, ti tocca reinserire ottanta fonti.

Come scegliere in un colpo d'occhio

Quale combinazione scegliere per la tua facoltà?

Due strumenti scelti bene battono un solo strumento usato per tutto. Queste sono le combinazioni che funzionano nella maggior parte dei casi:

In ogni caso, prima di iniziare leggi le norme della tua segreteria e del tuo relatore. Se il dipartimento fornisce un modello Word o una classe LaTeX, la scelta è già fatta per l'ultima fase.

Domande frequenti

Si può scrivere tutta la tesi con Google Docs?

Sì, soprattutto se il relatore commenta online. Per la versione finale conviene esportare in .docx e controllare l'impaginazione in Word o in LibreOffice. Per le citazioni con note a piè di pagina usa Zotero, perché lo strumento integrato non le supporta.

Word è gratis per gli studenti?

Spesso sì. Microsoft offre la versione web gratuita agli studenti di istituzioni idonee, e molti atenei italiani forniscono la licenza completa di Microsoft 365. Controlla il portale servizi della tua università prima di acquistare.

Devo usare LaTeX per forza?

No, a meno che non te lo chieda il dipartimento o il relatore. Conviene se la tesi ha molte formule. Per una tesi soprattutto testuale, Word o LibreOffice sono più rapidi da usare.

Serve un gestore bibliografico per una tesi triennale?

Con meno di 20 o 30 fonti si può fare a mano, o con lo strumento integrato di Word. Oltre quella soglia Zotero fa risparmiare giorni, soprattutto nell'ultima settimana.

Come passo da un programma all'altro senza perdere la formattazione?

Usa gli stili di titolo fin dall'inizio, invece di formattare i titoli a mano. Esporta in .docx, che è il formato più compatibile, e fai l'impaginazione finale una volta sola, nel programma in cui consegnerai.

In sintesi

Per la maggior parte delle tesi italiane la combinazione che funziona è Word o LibreOffice per scrivere e impaginare, più Zotero per la bibliografia. LaTeX su Overleaf è la scelta per le tesi con formule. Google Docs è ideale per lavorare con il relatore, meno per la versione finale. Scrivener e GrinTale servono quando la tesi è lunga e va costruita e organizzata per mesi prima di essere impaginata.

Scegli prima di cominciare, e resta su quella scelta fino alla consegna: cambiare programma a metà tesi costa più di qualunque limite del programma sbagliato.

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